Colorina

scritto da Annabelle
Scritto Ieri • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
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Autore del testo Annabelle

Testo: Colorina
di Annabelle

Il nastro scarlatto non è più un cappio,
ma una lama che squarcia la pietra;
ho conficcato quel chiodo d'ottone
dentro il cuore d’acciaio del pendolo.
Il metronomo tace, spezzato,
la prigione del tempo è finita.

Le mie mani, un tempo di cera,
hanno appreso il disegno del ferro:
Stringo il vetro dell’est, quel riflesso
che ho ridotto in frammenti taglienti.
Non c'è fretta nei passi,
ma una spietata certezza geometrica.

Scendo le scale di ardesia profonda,
lasciando il buio, che era il mio vestito.
Nella sala di quercia e di fango
gli artefici siedono ancora,
pensano a quel guscio rinchiuso nella torre,
ma io sono la fine del loro ticchettio.

Il respiro cadenzato e sicuro,
ascoltano il vuoto che sale dalla torre,
certi del nulla rinchiuso nel buio.
Ma non vedono l'ombra di seta scarlatta
che scivola lenta alle loro spalle.

Poi il freddo del vetro li afferra alla gola,
un brivido che ferma ogni singola fibra;
gli occhi sbarrati, asimmetrici e vuoti,
cercando un riflesso che ormai è svanito.
Comprendono, nell'ultimo istante di stasi,
che il tempo imposto è diventato il loro carnefice.

Sentono il sangue defluire sul marmo,
mentre la mente si svuota di colpo;
non c'è spazio per urla o per sogni di fuga,
solo il terrore di un'esatta simmetria.
Restano muti, legati dal nastro,
sincronizzati per sempre in un perpetuo silenzio.

Non sono più debole,
sono l'eco che torna a colpire.
Li lascio tra i sospiri della loro fine,
mentre apro la porta di ferro
e cammino da sola nella nebbia,
libera, esatta e feroce.

Colorina testo di Annabelle
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